Quando uno spread ha già perso quasi tutto il proprio valore, il premio ancora recuperabile può essere piccolo rispetto al rischio residuo. Chiudere permette di liberare capitale e interrompere l’esposizione. Questa intuizione è ragionevole, ma non basta a scegliere una regola universale.
Il confronto corretto
Possiamo confrontare, per esempio, il mantenimento a scadenza con una chiusura al raggiungimento di una quota prefissata del profitto massimo. Dobbiamo applicare entrambe le regole agli stessi ingressi, usare quotazioni disponibili nelle date previste e includere commissioni e costi di riacquisto. Occorre poi considerare come viene impiegato il capitale liberato.
Il problema delle quotazioni mancanti
Se mancano osservazioni affidabili delle due gambe, una chiusura anticipata simulata può nascere da prezzi incoerenti. Il sottostante potrebbe restare sopra gli strike e lo spread apparire in perdita per un problema di valorizzazione. Non sempre è un errore: volatilità e forchetta possono davvero aumentare il costo di chiusura. Serve distinguere i due casi.
Il riferimento attuale
CreditSpreadLab usa al momento il payoff teorico a scadenza come base di confronto della ricerca. Le quotazioni intermedie aiutano a esplorare la struttura, ma non trasformano retroattivamente il test in un sistema di uscite attive. Introdurremo una regola di chiusura soltanto quando il confronto sarà sufficientemente affidabile e valutato anche su dati successivi alla scelta della regola.