La volatilità implicita è il livello di volatilità che rende coerente un modello con il prezzo osservato dell’opzione. Non è una misura diretta del futuro. Il vega descrive la sensibilità del prezzo a una variazione di quella volatilità. In uno spread dobbiamo sommare i contributi della PUT venduta e della PUT acquistata.
Alto non significa conveniente
Un’opzione con volatilità implicita elevata può essere cara rispetto al rischio che si realizzerà, oppure incorporare correttamente un evento difficile. Vendere semplicemente ciò che mostra più volatilità può concentrare il portafoglio proprio dove il rischio è maggiore.
Perché osserviamo il trend
Il laboratorio studia strutture in cui l’IV mostra una diminuzione recente. L’ipotesi è che una domanda di protezione in attenuazione possa favorire alcune vendite di premio. È un filtro da verificare: una discesa già avvenuta potrebbe aver ridotto il compenso, e non impedisce un nuovo aumento improvviso.
Confronti omogenei
La volatilità cambia tra strike e scadenze. Confrontare oggi una PUT vicina alla scadenza con un contratto molto diverso osservato ieri produce un segnale ambiguo. Le caratteristiche devono mantenere coerenza di scadenza e moneyness, e usare solo informazioni disponibili al momento della selezione. Il test deve poi confrontare la stessa famiglia di strutture con e senza filtro IV, includendo anche le occasioni escluse. Solo così distinguiamo un contributo reale da un racconto convincente costruito dopo il risultato.