Il drawdown è la distanza percentuale tra il capitale corrente e un massimo precedente della curva. Un sistema che termina in utile può avere attraversato perdite difficili da sostenere. Per questo il solo saldo finale non descrive l’esperienza dell’investitore.
Un esempio concreto
Un capitale che passa da 100 a 120 e poi scende a 96 subisce un drawdown del 20% dal massimo di 120. Per tornare da 96 a 120 occorre un recupero del 25%. Le percentuali di perdita e recupero hanno basi diverse: questa asimmetria rende importante la gestione della dimensione delle posizioni.
Servono valorizzazioni coerenti
Se conosciamo soltanto il risultato finale dei trade, non possiamo ricostruire con certezza il percorso giornaliero del portafoglio. Sostituire ogni prezzo mancante con l’ultimo noto può nascondere rischio. Usare invece la perdita massima come riserva produce una curva prudenziale, ma non una NAV di mercato osservata.
La distinzione nel sito
Quando la serie delle quotazioni è incompleta, CreditSpreadLab etichetta esplicitamente curva e drawdown come scenario di riserva. Quel numero non va confrontato alla pari con il drawdown di un fondo valorizzato ogni giorno a prezzi verificati. Esponiamo la convenzione affinché il lettore possa capire da dove nasce il risultato. Migliorare la copertura dei dati è necessario per trasformare una ricostruzione cautelativa in una misura del rischio più informativa.