Il tasso di successo conta quante operazioni finiscono positive. Non dice quanto guadagnano le vincenti e quanto perdono le altre. Una vendita di premio può produrre molti piccoli incassi e poche perdite più grandi: per valutarla servono entrambe le parti della distribuzione.
Un conto senza scorciatoie
Immaginiamo 100 operazioni: 85 guadagnano 40 dollari e 15 perdono 250 dollari. Il risultato prima di ulteriori costi è 3.400 meno 3.750, cioè una perdita di 350 dollari. Un successo dell’85% non ha creato un profitto. Se consideriamo anche l’incertezza delle stime, il numero delle chiusure positive da solo diventa ancora meno informativo.
La distribuzione conta
Per uno spread, la perdita a scadenza non assume soltanto due valori. Può essere parziale quando il sottostante termina tra gli strike o tra il pareggio e lo strike venduto. Stimare il valore atteso richiede integrare i possibili esiti e sottrarre i costi, senza trasformare il delta in una probabilità reale esatta.
Che cosa mostriamo
Nel laboratorio affianchiamo numero di operazioni, P&L delle chiuse, rapporto tra profitti e perdite e andamento del capitale. Le probabilità di un modello devono essere calibrate su osservazioni non usate per addestrarlo. Anche un modello ben calibrato può selezionare operazioni poco remunerative se ignora la dimensione delle perdite. Il nostro obiettivo di ricerca è un rapporto sostenibile tra rendimento e rischio, non una percentuale di successo da usare come slogan.