Il theta esprime la sensibilità del valore dell’opzione al passare del tempo, secondo un modello e a parità delle altre condizioni. Il compratore di un’opzione perde spesso valore temporale con il trascorrere dei giorni. Il venditore può beneficiarne, ma contemporaneamente resta esposto al movimento del prezzo e della volatilità.

Uno spread contiene due theta

La PUT venduta e quella acquistata contribuiscono in modo opposto. Il theta netto dipende da quanto le opzioni sono vicine agli strike, dalla scadenza e dalla volatilità. Non è corretto attribuire sempre allo spread un decadimento favorevole, soprattutto quando il sottostante attraversa la struttura.

Il calendario non garantisce il risultato

Immaginiamo una settimana tranquilla seguita da un ribasso improvviso. Il valore temporale perso durante la settimana può essere molto inferiore all’aumento del costo di chiusura causato dal ribasso. Vicino alla scadenza, una piccola variazione del sottostante può cambiare rapidamente l’esposizione delle gambe.

Come lo usiamo nella ricerca

Confrontiamo diverse scadenze e osserviamo il capitale impegnato per l’intera durata della posizione. Incassare meno con un trade più breve non è necessariamente peggio, ma ripetere più spesso le operazioni aumenta costi ed esposizione a errori di esecuzione. Il tempo è una componente del rendimento, da valutare insieme a gamma, volatilità, eventi e perdita potenziale. Il backtest attuale isola il payoff a scadenza; la convenienza di uscite anticipate richiede un confronto separato con quotazioni affidabili.

Esempi didattici, non indicazioni operative. I risultati pubblicati derivano da backtest. Aggiornato il 13 settembre 2026.